La Villa

Villa Vecelli Cavriani si trova esattamente a metà strada tra Verona e Mantova, e ad un solo chilometro più ad est dell’antico e sempre affascinante tracciato della via consolare romana “Postumia”.
Questo glorioso percorso stradale romano venne col tempo sostituito dall’attuale “Strada mantovana”, principale via di comunicazione tra sud e nord della val Padana dopo che, nel corso del ‘400, i lavori di ingegneria idraulica promossi dal Ducato di Mantova portarono alla formazione dei laghi che circondano attualmente la città lombarda e all’abbandono definitivo della vetusta strada romana.
Lungo l’asse viario su cui insiste Villa Vecelli Cavriani transitarono, negli ultimi cinque secoli, tutte le relazioni diplomatiche e commerciali che dal Sud Italia portavano al Nord Europa, essendo questo l’unico “pertugio transitabile” nella vasta area acquitrinosa e bisognosa di incessanti interventi di bonifica che separava i territori della Serenissima da quelli dei Duchi di Mantova, prima, dell’Imperatrice d’Austria poi.
Zona di confine, dunque, contesa a lungo nel Medioevo soprattutto dalle Signorie scaligere e dei Gonzaga, oggetto di trattati nel Settecento e di accordi politici e commerciali: Villa Vecelli Cavriani è certamente espressione della cultura veneta, ma conserva nel nome e nelle fattezze questa vocazione ad essere tramite tra la laboriosa cultura veneta e la ricca cultura lombarda.
I Vicelli, ricchi commercianti di stoffe e di panni pignolati nella Verona di fine Seicento, furono i fautori dell’imponente ricostruzione settecentesca e al culmine della loro parabola imprenditoriale chiamarono all’opera l’architetto più rinomato del tempo; Adriano Cristofali e il frescante più intimo del grande Giambattista Tiepolo: Francesco Lorenzi. Estintasi la famiglia Vicelli, spettò alla blasonata casata mantovana dei Marchesi Cavriani non solo portare a compimento l’opera intrapresa ma soprattutto aggiungere, se possibile, un tocco di ulteriore classe ed eleganza alla nobile dimora di Mozzecane.
I diversi passaggi di proprietà, susseguitisi principalmente nei primi anni del Novecento, avevano condotto la Villa verso un declino e ad un degrado a molti parso definitivo e totale; degrado vinto dal provvidenziale e recentissimo restauro architettonico ed artistico.

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